Il Salone del Mobile di Milano, o meglio gli eventi del Fuori Salone sono diventati una occasione per infilarci dentro un po’ di gioiello contemporaneo. Vi segnalo per questo l’iniziativa Ri-definire il Gioiello (fino al 14 aprile) edizione 2013 curata da Sonia Patrizia Catena in collaborazione con l’associazione scatolabianca (via Ventimiglia) per la promozione dell’arte contemporanea. In mostra: Chiara Belotti, Loriana Casati, Sandra Ercolani, Eleonora Ghilardi, Bruna Lanza, Giardinoblu (Francesca Mancini), Ester Motta, Chimajarno (Chiara Trentin), Olga Uboli (e cioè Anita Ubbiali, Martina Poliani).
A Monaco durante i giorni di Schmuck munitevi di una bella cartina grande e pennarelli colorati per segnare, con tanti pallini sparpagliati, i luoghi da visitare per mostre estemporanee in città. A dire il vero ora esiste anche una “Schmuck Guide” bell’e pronta in vendita per l’occasione, molto comoda con i pallini già stampati nel punto giusto e un mini riassunto delle varie mostre. Io comunque continuo a studiare gli itinerari con Google Maps e a perdermi.
Di studenti dell’EADS di Valencia a Monaco ne ho conosciuti parecchi tra una inaugurazione e l’altra. A caccia di emozioni artistiche e a caccia soprattutto (come è d’obbligo per chi studia da artista) della loro personale strada che li farà essere, un giorno, “unici”. Sono qui perché presentano i loro lavori all’Istituto Cervantes di Monaco insieme agli studenti della Escola Massana di Barcellona (diretta da Ramón Cuyàs). Io sono andata a vederli e pubblico alcune immagini dell’inaugurazione. Con l’augurio di rincontrarli tra qualche tempo in una tappa più avanzata del…
Non mi capita molto spesso poter osservare da vicino, senza il riflesso della vetrina i lavori di Manfred Bischoff (classe 1947, vive tra l’Italia e la Germania) esposti, insieme ad alcuni gioielli e sculture di Bruno Martinazzi, in questi giorni dalla galleria Maurer Zilioli di Brescia in trasferta a Monaco.
Noi siamo come sciami di api che convergono verso l’alveare. Noi siamo come tanti piccoli aeroplani che affollano il cielo. Ci sovrapponiamo gli uni agli altri creando disegni nell’aria come fanno gli stormi di uccelli. Con una logica e un ordine, i pennuti. Noi umani, non lo so.
Entrare in questi giorni nella galleria Micheko per vedere la mostra Was it a Cat I saw? richiede un certo impegno personale. Un po’ come essere invitati a uno spettacolo teatrale e poi essere chiamati sul palco a recitare. Divertente e sconcertante. Qui in scena abbiamo Akiko Kurihara che ci chiede di volta in volta, con discrete etichette ben argomentate, di interrogarci sul significato di ciò che vediamo; di indossare una serie di catenine con cubo pendente; di infilare al dito degli anelli a fascia in argento sperimentando la trasmissione…
Devo ammettere che ci ho messo un po’ a capire il filo conduttore della mostra Aftermath of art jewellery alla bella Villa Stuck. In sostanza si tratta di un progetto voluto dall’artista norvegese Sigurd Bronger che coinvolge quattro artisti norvegesi e quattro di Monaco. La mostra ha fatto tappa dapprima a Oslo a gennaio al museo Vigeland e poi ora qui a Monaco. Principalmente lo scopo era quello di mostrare artisti internazionali sulla piazza di Oslo, cosa cha quanto pare, accade di rado. L’occasione è anche riflettere e dare il…
Una delle mostre più gioiose e gradevoli delle settimana del gioiello contemporaneo di Monaco è quella dedicata a Mirjam Hiller e Michael Becker alla galleria Isabella Hund proprio nel centro della città. Luce, colore, armonia in due stili e percorsi stilistici molto diversi. Mirjam Hiller con le costruzioni, spesso grandi, di acciaio inossidabile verniciato, esplosive e piene di energia.
Le cose che vede Helen Britton sono probabilmente le stesse che anche altri vedono. Che anche io vedo, che tutti noi vediamo: chissà. Il punto è che quello che Helen Britton vede solo lei lo racconta così (dote questa assai rara) con limpidezza, maestria, generosità e un gocciolino di malinconia. È per questo che senza alcun dubbio vale la pena, e anzi è un obbligo, andare a vedere la mostra The Things I see che il museo di Arte e Design di Norimberga (Nürnberg) le dedica fino al 28 aprile…
Per niente facile allestire una mostra. Di gioielli, poi. I modi originali ed efficaci non sono molti. Ecco una carrellata di immagini di display che si distaccano un po’ dalla più classica scatola o vetrina o cassetto. A me personalmente è piaciuto più di tutti il My Kingdom notturno di Tanel Veenre, estone. Magico e misterioso il suo mondo di maschere, collari imponenti che emergono illuminati in nicchie segrete.