Lo spazio delle Intersezioni!

Si è chiusa da pochi giorni la mostra Intersezioni dedicata ai gioielli di Stefania Lucchetta tra design, arte e tecnologia e di cui sono stata curatrice. Qui sopra vedete un collage tipo album dei ricordi, dove ho cercato di riunire alcuni apetti importanti dell’allestimento nella Magazzino Gallery di Palazzo Contarini Polignac.

Oltre alle tantissime immagini che i visitatori e gli amici hanno scattato e condiviso sui social (grazie!!!) trovate le belle fotografie dei gioielli realizzate da Fabio Zonta nel catalogo della mostra molto completo edito da Il Poligrafo e che vi invito naturalmente a comprare.

Per l’installazione della mostra avevamo l’obiettivo di rendere ancor più leggibili ed emozionalmente intensi i gioielli usando contrasti di luce/ombra e di materiali (pannelli bianchi e lisci, plexiglas / mattoncini grezzi dello spazio espositivo). Abbiamo scelto, nella parte centrale della galleria, di mettere collane e anelli più imponenti e trasparenti, sotto un fascio di luce, proiettandone l’ombra dettagliatissima e ingigantita su una superficie bianca. I primi lavori del 2002- 2005 in resine colorate sono andati nella nicchia nella parete, ideale per creare una cascata luminosa e variopinta. Lì ho anche fotografato l’artista come vedete!

Una lunga fila di cubi trasparenti per esporre la sezione principalmente dedicata alle tecniche e ai materiali che culminava, nella parte finale, con i gioielli più recenti di titanio anodizzato in sfumature dall’azzurro al verde. Proiettato sulla parete centrale il video dust, light and jewels di Marco Mezzavilla. Geniale: permetteva in poco più di due minuti di farsi un’idea del processo creativo di Stefania Lucchetta e di una delle principali tecniche utilizzate per la realizzazione dei gioielli. Perfetto per l’atmosfera il brano di Alberto Mesirca, Am Immentun, come colonna sonora del video e della mostra.

Una zona specialissima è stata dedicata agli “oggetti mai nati”. A me, nel catalogo è venuto di raccontarli così. “Ci sono gioielli incompiuti, mai nati, che risalgono ai primi anni in cui la tecnologia non era così avanzata da poter sostenere un progetto troppo esigente. Sono ‘fallimenti’ belli e importanti, pieni di emozione, segnano la storia di un percorso creativo come rughe d’espressione. Li abbiamo incorniciati e hanno un grande spazio nell’installazione della mostra”. 

 

Valeria Accornero

I am a journalist with a passion… in this online space I describe what I see and what I love about contemporary jewellery: its artists, the art works and the places. I share my personal notes, creating a sort of "newspaper" of what I recon is most worthy

Related Posts

Discussion about this post

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.