Seguo da qualche anno il lavoro di Robin Clerici, romana e multiforme nell’espressività (fotografa, dipinge e non si ferma alla tela…). Io mi sono occupata soprattutto del suo lato gioiello che è  “sbocciato” con i primi anelli peonia, ranuncolo, ortensia, dalia. Grandi e per nulla leziosi. Da queste piccole sculture di bronzo (qualche volta d’argento) e dense di materia piano piano ha cominciato a modellare “disintegrando” la compattezza alla ricerca di un’estetica più astratta. In questo blog qualche anno fa avevo ribattezzato questi lavori “fiori maltrattati” nei quali è ormai…

Voglio fermami alla superficie. In particolare quando più di settanta artisti di gioiello contemporaneo si riuniscono per mostrare la loro specialità! Liscio ruvido, rugoso, brillante… questo non è niente: non basta il vocabolario per definire la “pelle” del gioiello. Vi sto parlando della mostra Skin: la superficie del gioiello che si inaugura a Vicenza al Museo del Gioiello durante la manifestazione internazionale VICENZAORO. Sono superfici che incuriosiscono o sorprendono l’occhio e che subito necessitano di una conferma tattile. Dubito che ci si possa tutti precipitare a toccare gli oggetti in mostra, ma resta il…

Non potevo trovare modo migliore – secondo me – di finire l’anno mostrandovi le foto dei gioielli esposti a museo Les Arts Décoratifs a Parigi nella mostra Korea now! fino al 3 gennaio. La mostra è grande, si sviluppa sui due lati del museo e così c’è tutto lo spazio per gironzolare nella bella sezione dedicata alla moda, perdersi nei lavori di grafica, godersi pezzi di design, ceramica… e arrivare fino alle sale del gioiello (due per la precisione). Sopra, Kim Seung-hee

Prendete tre rappresentati dell’arte contemporanea ben famosi. Una solida jewellery house tedesca di Monaco. E un sito di e-commerce di lusso. Quello che ne esce è il progetto CADA goes ART in esclusiva su Stylebop, una collezione capsule, come si suol dire, di 53 pezzi by CADA e immaginati da… Aaron Curry, Andy Hope 1930 e Jonathan Meese. I tre artisti, che forse fino ad ora non avevano pensato di cimentarsi con il gioiello, si sono concentrati in particolare su anelli (qualche pendente per Jonathan Meese) di atmosfera street- grafico – totem urbano. Ognuno, certo, con il proprio stile….

Magari esagero un po’ a mettere la Sainte Chapelle così in apertura, ma effettivamente parliamo di vetrate e di Parigi. Nel caso nostro sono vetrate piccine piccine dimensione pendente oppure orecchino e la persona che le crea si chiama Martina Angius, (Lamerti è il marchio) è italiana, molto determinata e abita a Parigi. Le sue sono piccole raccolte di fiori, di petali, foglie, frammenti di piante pressati che creano un disegno, un motivo quasi sempre su fondo nero. “I gioielli sono realizzati come delle piccole vetrate (con la tecnica Tiffany): due strati di vetro,…

Devo ammettere che ci ho messo un po’ ad avere il cuore di parlarvi di una bella iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Parigi che si è svolta il 12 novembre, esattamente alla vigilia dei fatti innominabili che tutti conosciamo. Una giornata dedicata al “genio italiano nei mestieri d’arte”  La Création II nei saloni della residenza dell’Ambasciata con la presenza di una quindicina di creatori dalla moda, all’accessorio, al design, al profumo, al gusto, al gioiello e sicuramente dimentico qualcosa. Splendidi i saloni, ricercati i materiali, atmosfera festosa e laboriosa. Per i gioielli, Lucia…

La cosa più glamorous della mostra Omnia Vanitas è il “catalogo” formato da circa 62 cartoline che vedete fotografate qui sopra sul tavolo di casa mia. Per il resto non ce la ridiamo un granché dato che il tema è la morte, la vanità della vita e simili sul quale 62 artisti di 20 Paesi europei si sono cimentati. Ognuno con il suo stile e una modalità espressiva che va da molto esplicita (teschi, ossa, bare) a minimamente evocata (una foglia caduca, un raggio di luce attraverso una finestra). La mostra…

Quanta energia e quanta determinazione ci vogliono per occuparsi del “gioiello contemporaneo”. Bisogna crederci insomma. Ma questo lo sapete meglio di me se, come credo, tra i lettori di questo blog ci siete voi che del gioiello contemporaneo fate il vostro mantra quotidiano. Andando a Milano per esempio ho incontrato Sonia Catena che dal 2010 anima il progetto Ridefinire il Gioiello con la volontà di dare spazio e indagare forme trasversali di espressione che coinvolgono l’artigianato artistico e il design. La mostra di quest’anno aveva come tema le diverse culture e il viaggio (l’Expo…

Altre immagini dalla terza triennale del Premio di Arti applicate a Mons nata dall’iniziativa del World Crafts Council del Belgio francofono. Questa volta la giuria era formata da Frédéric Bodet, del museo di Sèvres (ma che ricorderete tutti come l’angelo custode del gioiello contemporaneo al Musée des Arts Décoratifs di Parigi), Rosy Greenlees, direttrice del Craft Council, Londra, Yesmine Lawton responsabile Moda e Design per Mons 2015, Marie José van den Hout della galleria Marzee e Chantal Prod’Hom del MUDAC di Losanna. Sopra, le opere di legno di Christoph Leuner

Sarà soprattutto una carrellata di immagini questo post sull’European Prize for Applied Arts voluto dal World Craft Council del Belgio francofono. Luogo dell’evento Mons – che è attualmente anche capitale della cultura 2015 – con 78 creatori da 18 Paesi. I tre vincitori di quest’anno: Monika Patuszynska, Patricia Domingues (Giovani talenti) e Typhaine Lemonnier (Premio Mons 2015). Sopra, l’opera TransForms Plus (il “vaso” sulla destra della foto) di Monika Patuszynska, che ha vinto il premio europeo di arti applicate di Mons

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