Su dodici giapponesi selezionati da Schobinger per Schmuck 2013 almeno uno doveva vincere l’Hofmann Preis. E così è stato: Fumichi Taguchi. Si tratta del primo ad essere proclamato vincitore poche ore fa. I suoi gioielli d’argento sembrano a prima vista forme classiche tempestate di diamanti, ma vanno visti molto da vicino per capire che non è affatto così e chele pietre preziose sono solo un effetto ottico.
IL’humor inglese è imbattibile. Basti un esempio per tutti: il saggio Getting up on cold mornings di Leigh Hunt che avrà scritto credo nei primi anni del 1800. In questo contesto a dire il vero non c’entra niente, ma c’entrano gli inglesi e la loro proverbiale imperturbabile flemma. E ora vi dico perché.
Otto Künzli è un concetto. E come faccio io ora poverina a parlarvi in poche righe del Professor Otto Künzli (una potenza nel mondo del gioiello contemporaneo) che da vent’anni è il nume del gioiello all’accademia di Monaco e di quasi tutto ciò che di importante accade qui. E non solo qui.
Il fascino sta nel vuoto che lasciano attorno alla materia. Strutture ben congegnate piene di spifferi e di leggerezza sono i bracciali a flusso continuo di Huyn Sook Chang (Corea), i collari di Sam Tho Duong (Vietnam), gli intrecci nuovissimi della magica Kazumi Nagano o i cocoon di Makoto Hieda (entrambi giapponesi). Ma anche gli alveari parlanti di Luzia Vogt (Svizzera) e i “buchi con la spilla intorno” di Silke Trekel (Germania).
Costruzioni irregolari, solidi che non vogliono accettare costrizioni: puri ed essenziali per creare pendenti inequivocabili esteticamente spogli si ritrovano nel lavoro della giovane Giulia Savino.
Folla imprevista in queste proporzioni, persino dagli organizzatori, alla inaugurazione ieri sera al museo di arte antica per la mostra sull’Oro per gli dei, Neuer Schmuck für die Götter che vi avevo preannunciato qualche giorno fa. Il museo ha una splendida collezione di gioielli antichi, etruschi in particolare, ma le opere degli artisti contemporanei hanno occupato una sala a parte e non si sono “mescolati” ai capolavori antichi. Io invece oso l’accostamento.
“Ma il mare, dopo avermi ancora sospinto in avanti, mi sbatté violentemente contro uno scoglio facendomi perdere i sensi. Rinvenni prima che l’onda ritornasse e mi aggrappai a una sporgenza dello scoglio, trattenendo il respiro. […] La corsa successiva mi portò sulla terraferma dove, con mio grande sollievo, mi arrampicai sugli scogli e mi sedetti sull’erba, fuori pericolo”.
Ci siamo anche quest’anno da domani si inaugura la “settimana del gioiello contemporaneo” (fino al 12) a Monaco di Baviera. Lo Schmuck, insomma! Tra gli oltre 50 partecipanti selezionati quest’anno dall’artista svizzero Bernhard Schobinger e che potranno quindi concorrere per l’Herbert Hofmann Preis ci sono tre italiani due dei quali molto noti Fabrizio Tridenti e Annamaria Zanella e una giovane Giulia Savino, da poco uscita da tre anni della scuola fiorentina Alchimia. Sono curiosa di vedere. Oltre alla mostra principale nei padiglioni della Fiera e alla consueta miriade di appuntamenti…
Si è finalmente inaugurata il 19 febbraio – tranquilli perché va avanti fino al 20 maggio – la mostra personale di Petra Zimmermann JEX – Jewelry exhibition che aspettavamo da almeno un anno al museo MAK di Vienna. Circa 100 sono le opere create tra il 1997 e il 2012 alcune delle quali realizzate appositamente per la mostra dall’ artista di Graz che vive ormai da anni nella capitale. Alla galleria Sofie Lachaert di Tielrode in Belgio una mostra Money’s Worth dedicata, ebbene sì, ai soldi e al loro mutato valore…
Ecco l’occasione di mostrarvi i colori dal vivo con qualche immagine della mostra Les Sonorités de la couleur di Corrado De Meo nel negozio parigino della stilista spagnola Agatha Ruiz de La Prada scattare il giorno dell’inaugurazione il 22 febbraio. Aperta fino al 15 marzo.