aedo: Carta Parola Gioiello

Numero 0, o numero 1 che dir si voglia, della rivista aedo (lo scrivono tutto minuscolo). Ideata e diretta da Eliana Negroni è uscita a febbraio e presentata nel marzo scorso a Monaco di Baviera durante la settimana del gioiello contemporaneo internazionale. È prevista un’uscita all’anno per questa nuova pubblicazione in italiano e inglese, il cui nome aedo, come spiega l’editoriale, fa riferimento al cantore dei poemi epici dell’antica Grecia, amplificatore e comunicatore di cultura. “Inoltre, a-edo in italiano suona come una dedica: a Edo, a mio padre, Edoardo, maestro incisore, fondatore dell’attrezzeria Negroni…” racconta Eliana.

Eliana Negroni, attualmente presidente dell’AGC Associazione Gioiello Contemporaneo, durante una conferenza al JCC Shenzhen International Contemporary Jewellery Center
L’indice del primo numero della rivista aedo, in italiano e inglese

CARTA “Amo la carta stampata! Sono di una generazione (la stessa mia ndr) che, oltre naturalmente ai libri, ha potuto gustarsi le riviste come oggetto. Era un piacere sfogliare magazine di viaggio come Dove… le immagini, la carta, tutto insomma”, esordisce Eliana Negroni, quando le faccio presente, con una punta di perplessità mista ad ammirazione, che ci vuole coraggio a lanciarsi: costi, distribuzione, lettori sfuggenti e distratti e bla bla bla così via. “Questa scelta è un volerci provare, è l’espressione di una fase della vita, di maturità professionale, continua Eliana, non è nostalgia, ma un riappropriarsi di un mezzo di comunicazione e realizzare qualcosa che ha vocazione a restare e con dei contenuti che non invecchiano!”. Tra l’altro, aggiunge, che negli ultimi anni stanno nascendo micro-riviste indipendenti super specializzate sugli argomenti più disparati e che hanno un buon pubblico di appassionati. Sia la tiratura di aedo, circa 1.000 copie, sia la sua distribuzione realizzata con contatti diretti, con punti specializzati in riviste indipendenti e durante gli eventi internazionali di gioiello contemporaneo, rientrano in questa visione che in certo modo bypassa le criticità di un sistema di distribuzione classico.

Una rubrica curata da Nichka Marobin, questo numero, sull’artista tedesca Camilla Prasch
Lisa Corva, propone nel suo Buongiorno i versi di Andrej Sen-Sekov accostati agli orecchini di Sara Barbanti che vedete sulla copertina nel numero

PAROLA In copertina, l’immagine scelta per questa prima uscita, è un orecchio, l’aedo canta, ma ascolta anche e trasmette e trasforma e rielabora e reinterpreta gli stimoli che arrivano dal mondo esterno. La parola non può esistere senza l’ascolto. La rivista è densa di parole, di scrittura, di contenuti originali, di voglia di creare legami inediti: ci sono per esempio pillole di suggerimenti musicali molto precisi nelle rubriche Conversation pieces e Talents di Nichka Marobin. Ci sono i Buongiorno di Lisa Corva,  piccoli “coriandoli colorati… che evocano un quadro, una visione, uno stato d’animo…”, questa volta ispirati dagli orecchini Nuvola di Sara Barbanti della copertina.  Parlavo di contenuti originali: “infatti, spiega Eliana, ho voluto che nella rivista ci fosse ogni volta un contenuto importante come per esempio un saggio, che riguarda una tecnica specifica o magari uno più storico o teorico, già pubblicato a livello internazionale, ma mai tradotto in italiano”. In questo caso il saggio in questione di Eva van Kempen, pubblicato all’origine in inglese nel 2021 sul Journal of Jewellery Research, riguarda l’arte della filigrana in particolare nei Paesi Bassi. “La traduzione italiana è seguita da un capitolo inedito, scritto appositamente per il primo numero di aedo dall’autrice stessa, e si focalizza sulla rete degli ambassador per la valorizzazione della filigrana”. 

La grafica e le illustrazioni sono di Eleonora Tironi
Il saggio sulla filigrana di Eva van Kempen in versione italiana. Questa è solo la prima doppia pagina… ce ne sono molte altre a seguire!

GIOIELLO Si parla e si parlerà, certo, di gioiello contemporaneo in aedo. In questo primo numero si parte muovendosi in un territorio più conosciuto: nella rubrica Il personaggio c’è un lungo scambio con l’artista padovano Stefano Marchetti il quale, cito direttamente dal testo, si diverte a definirsi: “34% artigiano orafo, 11% scultore, 32% sviluppatore di procedimenti tecnici, 15% insegnante, 8% mi piace lamentarmi in generale di qualsiasi cosa”. Altro punto fermo dell’universo gioiello contemporaneo è la settimana di SCHMUCKmünchen che tutti gli anni, generalmente in marzo, attira appassionati, artisti e galleristi da tutto il mondo. Ne parla in una intervista, Barbara Schmidt, responsabile della manifestazione, ripercorrendo le tappe di questo appuntamento che esiste dal 1959. Ma, ci tiene a sottolineare Eliana Negroni, “aedo andrà a esplorare anche territori meno conosciuti e confinanti che coinvolgono l’ornamento contemporaneo, il design, l’arte contemporanea (come ci promette il sottotitolo di copertina ndr)… l’auspicio è quello di creare un territorio ibrido che tenga conto degli spunti internazionali e che si ponga idealmente come spazio in cui lo scambio critico è possibile”.  

Giusto per avere un’idea della conversazione tra Stefano Marchetti ed Eliana Negroni
Non c’è gioiello contemporaneo senza Schmuck! intervista a Barbara Schmidt, responsabile della manifestazione di Monaco di Baviera

In alto, la copertina del primo numero di aedo magazine

Nuvola di Sara Barbanti, orecchini, argento, 2025

Valeria Accornero

I am a journalist with a passion… in this online space I describe what I see and what I love about contemporary jewellery: its artists, the art works and the places. I share my personal notes, creating a sort of "newspaper" of what I recon is most worthy

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